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  Inaugurata l’oasi “Bethlehem – monsignor Maffeo Ducoli”,
la casa per i giovani del Centro “Papa Luciani”

  Il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i Vescovi, ha inaugurato domenica 18 giugno, nel pomeriggio, al Centro “Papa Luciani” di Col Cumano l’oasi “Bethlehem – monsignor Maffeo Ducoli”, la struttura che sarà dal mese di luglio a disposizione dei campiscuola dei gruppi giovanili e di altre attività pastorali.
   Il cardinale è stato salutato, all’inizio della celebrazione eucaristica da lui presieduta, dal vescovo diocesano monsignor Giuseppe Andrich, che nel suo intervento ha ricordato come l’attività del Centro “Papa Luciani” sia iniziata 25 anni fa e consista in un numero straordinario di incontri spirituali e culturali. Rivolgendosi al vescovo emerito, monsignor Maffeo Ducoli, che concelebrava, monsignor Andrich lo ha ringraziato per l’attenzione sempre dimostrata al Centro Papa Luciani continuata e culminata con l’impegno nella realizzazione dell’oasi, una struttura che rende permanente “la sollecitudine dimostrata dal vescovo Ducoli nella pastorale giovanile”; il cardinale Re è stato da monsignor Andrich ringraziato per la familiarità che ha acquisito con la diocesi di Belluno-Feltre, nata con la visita resa a monsignor Savio, ormai gravemente ammalato, nel novembre 2003 e proseguita con la celebrazione per il decennale del santuario del Nevegal, nell’agosto 2004. Il cardinale ha dedicato ai giovani la sua omelia: ne ha constatato con soddisfazione il desiderio di vivere in comunità e in comunità sperimentare la realizzazione di grandi ideali per approfondire le grandi domande della vita. “Fa onore alla diocesi di Belluno-Feltre – queste le parole del card. Re – l’aver colto questo desiderio” ed aver aggiunto a quelle esistenti una struttura, l’oasi, che permetta di vivere questo bisogno di aggregazione e di spiritualità. Un desiderio che deve essere colto non solo dalla Chiesa ma da tutta la società, che deve “aver fiducia nei giovani e mostrare loro attenzione e vicinanza”, perché una società “pensa al suo futuro soltanto se educa i giovani” e viceversa “perdere i giovani significa perdere il proprio futuro”. Essi “non sono un vaso da riempire, con nozioni o con cose, ma fuochi da accendere con degli ideali per cui valga la pena di impegnarsi”. Rivolgendosi nuovamente ai numerosi giovani presenti, componenti di associazioni e gruppi parrocchiali di Belluno-Feltre, ha detto loro “Avete una sola vita da vivere”, il che non vuol dire “sciuparla”. “La giovinezza è la primavera della vita, perché non solo precede, ma anche prepara l’estate, cioè il futuro”. Ha concluso invitando ciascuno di loro a sognare in grande, perché “la vita – ha detto il cardinale sulla scia di una frase di papa Giovanni XXIII – è la realizzazione di un sogno di giovinezza”.
   La Santa Messa, celebrata all’aperto, nel suggestivo scenario di un boschetto ripulito con una giornata di lavoro degli Scout d’Europa di Longarone – sito paragonato dal cardinale Re al biblico giardino dell’Eden, dove il Signore stesso, secondo il racconto del Genesi, scendeva per conversare con l’uomo – è stata concelebrata da numerosi sacerdoti, tra cui il direttore del Centro “Papa Luciani” monsignor Giorgio Lise, il vicedirettore don Robert Soccal, il direttore del Centro diocesano di pastorale giovanile don Mario Doriguzzi, l’arciprete di Santa Giustina monsignor Sergio Dalla Rosa e i direttori e vicedirettori che si sono susseguiti nel servizio al Centro “Papa Luciani”. Accompagnata dai canti del Coro parrocchiale di Santa Giustina, la Santa Messa ha visto la partecipazione della comunità religiosa al servizio del Centro, quattro Piccole Suore della Sacra Famiglia, con la Superiora regionale, e di persone particolarmente legate a monsignor Maffeo Ducoli grazie all’amicizia nata nei suoi anni di episcopato.
   Alla liturgia ha fatto seguito la presentazione del libro su papa Giovanni Paolo I “Lo stupore di Dio”, firmato da Nicola Scopelliti e don Francesco Taffarel. Monsignor Giorgio Lise, presentandolo, ne ha elogiato la capacità di alternare citazioni degli scritti di Albino Luciani a descrizioni della vita del Servo di Dio. Ancora monsignor Lise ha preso la parola per descrivere la storia della realizzazione dell’opera, curata dall’ingegner Minella con collaboratori, ed ha lasciato il microfono a monsignor Maffeo Ducoli per un ricordo personale. Il nastro è stato tagliato assieme dai vescovi Andrich e Ducoli e dal cardinale Re, che ha impartito la benedizione alla nuova struttura, capace di ospitare 74 persone. L’augurio tradizionale vivat, crescat, floreat è stato espresso dal cardinale con le parole di un canto molto diffuso tra i gruppi giovanili ecclesiali: Soffierà il vento forte della vita, eseguito poco prima e che risuonerà di qui a poco tante volte tra le mura dell’oasi. Il cardinale ha infine visitato la nuova struttura con i vescovi e le autorità presenti: uno degli ambasciatori del Sovrano Militare Ordine di Malta, il sindaco di Santa Giustina Vito Tison, il viceprefetto Francesco Squarcina, il questore Francesco Faggiano, il presidente della Provincia Sergio Reolon, l’assessore regionale Oscar De Bona, il presidente della Comunità montana Ennio Vigne, il consigliere della Fondazione Cariverona Paolo Conte.


Presentazione e ringraziamento di monsignor Giorgio Lise

   La struttura che stiamo inaugurando, nonostante alcune piccole cose da completare come avrete modo di vedere (ma non potevamo attendere oltre), è frutto di un’idea concepita circa 10 anni fa con l’intento di offrire ai giovani e ragazzi della diocesi soprattutto - anche se non solo - un luogo tutto per loro, creato a loro misura, spartano e accogliente ad un tempo, dove poter trascorrere giornate o periodi più lunghi, insieme, condividendo attività, preghiera, riflessioni comunitarie, studio personale, svago.
   I tempi si sono allungati per vari motivi, ma finalmente siamo riusciti a portare a termine la ristrutturazione dell’ ex stalla, per adibirla a luogo di accoglienza per gruppi giovanili. L’abbiamo chiamata “Oasi” a richiamare un luogo di “ristoro per lo spirito”, di “riacquisto delle forze” lungo il cammino della vita; di “sosta rigenerante” in mezzo ai troppi deserti che segnano oggi le esistenze di tante persone; a questo nome abbiamo voluto aggiungere il richiamo a Betlemme, richiamo all’Amore con cui Dio ci ha amati e all’impegno che ne consegue, per noi, di amare allo stesso modo i fratelli (come ci ha ricordato Benedetto XVI nella sua enciclica); ma anche perché questo luogo ristrutturato era una stalla e, in questi prati, si fermano normalmente in autunno greggi di pecore nel loro trasferimento in pianura: insomma questo sito può essere paragonato al “campo dei pastori” nelle vicinanze di Betlemme. In definitiva, però, il nome ci richiama il mistero dell’Incarnazione: un mistero da far divenire “stile di vita” quotidiano.
   Questo edificio che da metà luglio comincerà ad esser usato ininterrottamente fino ai primi di settembre (con l’eccezione di una decina di giorni a cavallo di ferragosto) consta di sei ampie camere da letto che possono ospitare fino ad un massimo di dodici letti ciascuna ed è fornito di tutti i servizi previsti dalle vigenti normative riguardanti tale tipologia di strutture.
   All’estremità lato-est della costruzione sono situate le cucine e un grande spazio comune per i pasti o altre attività di gruppo; all’estremità lato-ovest invece è stata ricavata un’ampia sala multi-uso di circa 70 posti. La costruzione è percorsa lungo tutto il lato sud da un’ampia tettoia che permette attività all’aperto anche in caso di cattivo tempo; sul lato nord sono stati approntati servizi interni ed esterni per le attività di campeggio all’aperto, utilizzando per le tende dei terrazzamenti già esistenti, realizzati per la coltivazione della vite; coltivazione classica su questo colle fino agli anni ’20 del secolo scorso.
Sopra lo spazio comune, è stato adattato un soppalco come luogo riservato alla preghiera e alla meditazione che può essere adibito a cappella vera e propria. Su questo stesso piano c’è la camera il sacerdote assistente del gruppo.
   La funzione di questa struttura è duplice: l’accoglienza di gruppi o di parrocchie che ne fanno richiesta; ma anche proposte a gruppi di giovani che il Centro Papa Luciani intende offrire con continuità. Siamo convinti infatti che indicare alle nuove generazioni solidi punti di riferimento spirituali, abituare i ragazzi a stare seriamente insieme, stimolarli al sacrificio, all’accoglienza reciproca, al perdono (tutte cose necessarie quando si vive insieme) sia un investimento sicuro per loro, per la società intera.
   L’ampio spazio verde all’aperto consente poi di ospitare feste parrocchiali, giornate per gruppi di famiglie, con l’innegabile vantaggio di avere tutti i servizi necessari a portata di mano.
Come si è giunti a questo traguardo? Negli ultimi anni sono aumentate le richieste di avere la possibilità di autogestirsi. Questo ci ha fatto decidere di partire…e si è aperto così il capitolo “finanziamenti”.
Ora, colui che ci ha fatto stare tranquilli nell’impresa è stato il vescovo Maffeo Ducoli, già nostro Vescovo, il quale ha sempre avuto a cuore la vita di questo Centro – da Lui fortemente voluto e sostenuto anche economicamente. Bene: egli ha garantito in larghissima parte la copertura finanziaria per la realizzazione di quest’opera. Desidero qui ringraziarLo pubblicamente, a nome del Centro, ma anche di tutta la Diocesi e, fin d’ora, a nome di tutti quei ragazzi, giovani, gruppi e parrocchie che usufruiranno dell’”Oasi Bethlehem”; struttura che – in accordo con il Vescovo e il Consiglio di Amministrazione – si è deciso di intitolare proprio alla sua persona (non credo che necessariamente certe attenzioni debbano manifestarsi solo “post mortem”).
   Non posso poi non ricordare il cospicuo finanziamento della Fondazione della Cassa di Risparmio che ha sempre mostrato attenzione ad opere di questo tipo; e così il finanziamento regionale ottenuto in base alla Legge 9/2005 per l’acquisto di arredi ed attrezzature: a questi Enti il nostro grazie vivissimo.
   E’ presente anche il nostro vescovo: a Lui va la riconoscenza per il contributo che la Diocesi ha deciso a favore di quest’opera, dando un segnale di apprezzamento e di incoraggiamento.
Vorrei ringraziare poi tutte le persone che, in maniera nascosta, hanno dato il loro contributo per aiutarci a realizzare quest’opera a favore dei giovani.
   Ma il nostro grazie si estende a tutti coloro che in questi mesi si sono adoperati affinché l’Oasi venisse realizzata: dal Comune per l’attenzione dimostrata e la collaborazione offerta, alle imprese, alle maestranze: alla mia sinistra c’è l’elenco completo delle Ditte interessate; non posso però non ringraziare “nominatim” il Progettista e Direttore dei lavori Ing. Mirco Minella (che segue sempre con passione le vicende e le necessità del Centro) con i suoi collaboratori; il geom. Otello Del Piccolo che, del tutto gratuitamente, ha fatto la spola quasi ogni giorno tra Belluno e il Centro Papa Luciani per seguire i lavori e coloro che in questi ultimi giorni si sono prestati volontariamente per abbellire il luogo ed eseguire le necessarie pulizie. Un grazie anche alle forze dell’Ordine e alla Protezione Civile di Santa Giustina per i servizi resi oggi.
   Ed ora, dopo il taglio inaugurale del nastro da parte del Cardinale Giovanni Battista Re – al quale rinnovo la mia viva gratitudine per aver accettato di essere qui con noi in questo momento di gioia e di festa - entreremo all’interno dell’Oasi, dove benediremo il Signore per questo traguardo che ci ha concesso di raggiungere e chiederemo che Lui abbia da benedire tutti coloro che si serviranno di questa struttura.

Mons. Giorgio Lise
Direttore del Centro “Papa Luciani”

 

informazioni:
info tel: +39 0437 858324
info mail: direttore@papaluciani.it - centro@papaluciani.it

IMMAGINI DELL'INAUGURAZIONE
domenica 18 giugno 2006

 

 

 

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